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Mail sospetta: cosa fare nei primi 30 secondi

Cosa fare nei primi 30 secondi

Sucede a tutti, quasi ogni settimana. Arriva una mail che sembra del corriere, della banca o di un fornitore. Qualcosa non torna, ma c’è una scadenza, un importo, un “agisci subito”. E la mano va al mouse.

Quel momento dura pochi secondi, e quello che fai in quei secondi conta più di qualsiasi software. La buona notizia è che bastano poche abitudini, non competenze tecniche.

Prima regola: fermarsi

Chi scrive queste mail conta su una cosa sola: che tu agisca prima di pensare. Per questo la fretta è quasi sempre il primo indizio. Una mail che ti dà un’ora di tempo per “evitare il blocco dell’account” merita più attenzione, non meno.

I 30 secondi, in quattro mosse

Non cliccare nulla. Né il link, né il pulsante, né l’allegato. Basta restare sulla mail.

Guarda il mittente vero. Il nome che vedi in alto può dire “Banca Esempio”, ma l’indirizzo vero dietro il nome è un’altra cosa. Sul computer, passa il mouse sul nome per leggerlo per intero; sul telefono, toccalo. Se l’indirizzo non c’entra con l’azienda, è un campanello d’allarme.

Chiediti: me l’aspettavo? Un pagamento che non hai fatto, un pacco che non attendi, una fattura di un fornitore che non conosci. Se non la aspettavi, la risposta di solito è no.

Se hai dubbi, verifica per un’altra strada. Telefona al numero che conosci già, o apri il sito digitando tu l’indirizzo. Mai usare i recapiti scritti nella mail stessa.

Cosa NON fare

Non rispondere “per chiedere chiarimenti”: confermi che l’indirizzo è attivo e ti arriveranno altre mail.

Non cliccare su “annulla iscrizione” nelle mail che non hai mai richiesto: in quei casi spesso serve solo a segnalare che c’è qualcuno che legge.

Non inoltrarla ai colleghi “per sapere cosa ne pensano” se contiene allegati o link: c’è sempre qualcuno che ci clicca.

Cosa fare, invece

Segnalare. Segnalare una mail come spam aiuta il filtro a riconoscere la prossima, per te e per gli altri utenti. Se la mail sembra un tentativo di truffa e riguarda l’azienda (una falsa fattura, una richiesta di bonifico), avvisa anche chi gestisce la vostra posta prima di cancellarla: potrebbe essere arrivata anche ad altri.

Sulla posta IceWarp

Segnalare come spam: nel client IceWarp seleziona la mail, scegli Mark e poi Move to Junk. Al primo utilizzo ti viene chiesto cosa fare del mittente: puoi spostare solo la mail, oppure bloccare anche l’indirizzo o l’intero dominio. Per un mittente evidentemente falso, bloccare l’indirizzo è una scelta ragionevole; bloccare un intero dominio conviene solo se è chiaramente abusivo, perché potresti tagliare fuori anche mittenti legittimi.

Se la mail era in realtà legittima: apri la cartella Spam, selezionala, poi Mark e Move to Inbox.

Immagini e contenuti esterni: nelle opzioni della posta (Options > Mail > General) puoi disattivare il caricamento automatico dei contenuti esterni. Alcune mail false usano immagini caricate da fuori per capire se le hai aperte: così non le carichi in automatico.

Il server ha già fatto la prima selezione: ogni messaggio in arrivo passa da più controlli, ciascuno aggiunge un punteggio, e il totale decide se la mail arriva, finisce nello Spam o viene trattenuta in quarantena. Il filtro è bravo, ma non è infallibile: l’ultima verifica resta a chi legge.

Quarantena: se sul tuo dominio è attiva, le mail dubbie restano in una coda in attesa. Per ognuna puoi scegliere Authorize (la consegna e il mittente non finirà più in quarantena), Deliver (la consegna solo questa volta) oppure Blacklist (la elimina dalla coda). Se non sei sicuro, la scelta prudente è non autorizzare e chiedere.

Se hai già cliccato

Succede, e non è una colpa. Quello che conta è dirlo subito. Se hai inserito una password in una pagina che ora ti sembra strana, cambiala dal sito vero (digitando tu l’indirizzo) e avvisa chi gestisce la tua posta. Il tempo che passa dal clic alla segnalazione è la differenza tra un problema piccolo e uno grosso.

Da tenere a mente

Fermarsi, non cliccare. Leggere l’indirizzo vero del mittente. Chiedersi se la mail era attesa. Verificare per un’altra strada. Segnalare, anche solo con un clic.

Non serve diventare esperti di sicurezza. Serve un’abitudine di pochi secondi, ripetuta bene. E, quando il dubbio resta, farlo vedere a una persona di fiducia è sempre la mossa giusta.

Se sei un privato e sei stato vittima di una truffa online, puoi segnalarlo anche alla Polizia Postale tramite il portale commissariatodips.it.